Francisco Sánchez Ocerin, esperto in commercializzazione del fresco

Franciso Sánchez Ocerin ha più di vent’anni di esperienza nel settore della distribuzione. È stato direttore di Socomo, la filiale ortofrutticola del gruppo Carrefour e prima azienda spagnola di commercio di frutta e verdura provenienti da agricolture spagnole. Poi è passato alla direzione acquisti di Carrefour.

Oggi si trova al servizio di Kölla, un’azienda che, da quasi un secolo, mette in relazione produttori di frutta fresca e consumatori. Dunque, la sua prospettiva in termini di commercializzazione di frutta e verdura è molto valida. Qui di seguito, la nostra chiacchierata con lui.

P: Il mercato della frutta fresca è cambiato molto negli ultimi anni. Quali aspetti di questa trasformazione sono più evidenti a livello mondiale, negli ultimi dieci anni? 

R: penso si possano identificare sostanzialmente quattro fattori chiave nei cambiamenti che si sono registrati in questi ultimi anni. Prima di tutto, esiste una preoccupazione sempre maggiore da parte dei consumatori relativamente alla sicurezza alimentare a tutti i livelli: dal metodo di coltivazione, ai residui, le caratteristiche nutritive del prodotto, fino alle potenziali contaminazioni del materiale plastico utilizzato.
Un secondo aspetto è quello legato al sapore, togliendo importanza all’apparenza, una domanda che ogni giorno ricopre un ruolo più forte, dopo anni in cui la domanda risiedeva specialmente nella buona presentazione. Anche la vicinanza e la provenienza dei prodotti sono sempre più rilevanti e riconosciuti dai consumatori, insieme alla freschezza. Stiamo tornando a destagionalizzare frutta e verdura, infatti i consumatori preferiscono mangiare quello che si produce in ogni momento e nelle nostre zone. Inoltre, con le loro esigenze sempre crescenti, i consumatori chiedono all’intera filiera di essere assistiti da tutti i canali che utilizzano abitualmente, ovvero che si entri del tutto nell’omnicanalità per comunicare, offrire, vendere e rispondere. Infine, vogliono che ci prendiamo cura di tutto il processo esperienziale del cliente, non solo del prodotto, ma come ci si sente mentre lo compra e lo consuma.

P: cosa ci possiamo aspettare nell’immediato futuro? Quali tendenze influiranno sui produttori nei prossimi anni? 

R: Dal punto di vista della produzione, tra gli aspetti più rilevanti in termini di produzione, in Spagna, incidono soprattutto la domanda di sicurezza e il sapore del prodotto. Anzi, più che domanda, si tratta già di una vera e propria esigenza che si dà già per scontata. I protocolli di Sicurezza Alimentare sono sempre più esigenti e i sistemi di controllo tracciabili. Blockchain. In materia di sicurezza, i consumatori e la distribuzione sono già un passo avanti rispetto alla legislazione e penso che, per l’impresa agricola, il miglior modo di affrontare queste circostanze consiste nella possibilità di combinare l’innovazione con la massima trasparenza. L’innovazione è anche relazionata direttamente con il miglioramento del prodotto e del sapore. La trasparenza si vede: aprire i campi di produzione alla società, mostrare gli sforzi del personale e la metodologia che si sta applicando permetterà, quindi, di stabilire una migliore relazione con il cliente finale e fidelizzarlo 

P: Una parte della produzione spagnola si è trasformata in una commodity per la grande distribuzione, si può superare questa situazione? Come? 

R: Ovviamente è possibile e per farlo si devono usare le stesse armi usate per decenni nel resto del settore agroalimentare: investire di più nel marketing, in R&D per sviluppare prodotti innovativi e in grado di rispondere alle necessità di una società in costante cambiamento. Dobbiamo educare il consumatore e saper comunicare in ogni momento le proprietà dei prodotti, i valori nutrizionali, come consumarli. Se la produzione agricola vuole smettere di essere considerata di poco valore, deve occuparsi anche di come apportare valore all’offerta e lavorare per questo obiettivo. 

P: La demanda se ha hecho global, ¿los gustos y las exigencias de los consumidores también se igualan en todo el mundo o hay espacio aún para singularidades? 

R: Frutta e verdura fresche o minimamente processate sono ancora in grande misura prodotti a livello locale o che comunque si vendono in mercati del circondario. Ad ogni modo, non si possono ignorare tendenze che prevedono l’inclusione di prodotti esotici nei mercati, essendo un movimento che fa parte della natura del commercio. Trend e abitudini si stanno orientando verso un consumo più responsabile, prediligendo prodotti più sani o che favoriscano il metabolismo. Abbiamo visto come scresce il consumo di prodotti come l’avocado, i mirtilli, etcc. 

P: Da un lato osserviamo una tendenza a esigere prodotti di agricolture prossime, ma dall’altra, frutta fresca tutto l’anno, anche quella non di stagione. Sono compatibili queste richieste? Come evolveranno queste tendenze in futuro 

R: Sono certamente compatibili. Il nostro impegno equivale a offrire ai consumatori un’ampia scelta per quanto riguarda l’assortimento, l’origine, il calibro, i formati, i prodotti di prossimità, o fuori stagione, bio, di marche conosciute, il tutto affinché possano scegliere liberamente. 

P: La necessità di avere prodotti con sempre meno residui si fa sempre più importante. C’è una proposta importante da parte della distribuzione formata da fornitori che fanno uso di tecnologie green? 

R: effettivamente i consumatori sono sempre più esigenti e cercano una frutta e una verdura prodotte con meno pesticidi e con un tipo di produzione responsabile verso l’ambiente. Al momento c’è una chiara tendenza a coltivare con meno prodotti chimici. Questo si riflette anche nelle grandi catene di supermercati che impongono le proprie regole al produttore in materia di MRLs che a volte sono anche più basse di quelle tipiche della legislazione europea o internazionale e lo includono all’interno di un marchio. 

Pertanto, il canale della distribuzione ha un impegno chiaro verso l’uso di tecniche green, in aumento. La crescita della domanda di residui zero o l’agricoltura ecologica fanno da guida.
Parte degli agricoltori rispondono a questa domanda da tempo e producono impiegando tecniche più rispettose verso il pianeta come la confusione sessuale o l’uso di nemici o insetticidi naturali. Però c’è ancora molto da fare in questo senso.
È un modo di produrre molto interessante e che avrà molto futuro però che per ora non conosce molto bene il consumatore. La catena agroalimentare dovrebbe farsi carico di comunicare con più efficacia questi metodi, avendo nelle proprie mani un valore aggiunto enorme..
 

P: Prodotti come quelli che offre Suterra agli agricoltori, fino a che punto contribuiscono ad assecondare le necessità di cui stiamo parlando? 

R: Quel tipo di prodotti sono essenziali per i produttori e il loro utilizzo dovrebbe essere incentivato. Si tratta di strumenti che aiutano le colture a crescere senza pressioni da parte degli insetti e evitano l’applicazione di prodotti chimici. Inoltre, sono la soluzione idonea che rispetta il consumatore finale, l’agricoltore e la nostra biodiversità  

La tendenza del mercato e delle nuove generazioni di consumatori è quella di consumare frutta priva di residui chimici, perciò per tutti coloro che non li hanno ancora utilizzati sarebbe ideale che considerassero il loro impiego al più presto per non rimanere esclusi da un mercato che va avanti velocemente. 

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